Coordinatore: Prof.ssa M.S. Agnoli
Segreteria: Dott.ssa F. Sperandio
Sede: Corso d'Italia 38/a - Bacheca 11
Tel. 06/84403351
Il Dottorato in Metodologia delle scienze sociali, fin dalla sua istituzione,
si è caratterizzato in modo assolutamente specifico per il proposito
di indirizzare i corsisti verso un percorso di studi strettamente metodologico,
ancorché saldamente agganciato a precisi settori applicativi e a tematiche
di indagine sociale di urgente rilevanza per il paese. Da questo punto di
vista esso costituisce, nel panorama degli studi superiori di sociologia del
sistema universitario italiano, una delle pochissime strutture specializzate.
L’obiettivo di perfezionare i corsisti in questo settore di ricerca
viene costantemente perseguito, a più livelli di analisi, con riferimento
a:
1. problemi di ordine epistemologico inerenti alle scienze sociali;
2.
i dibattiti relativi al metodo delle scienze sociali, inteso come teoria delle
procedure;
3. l’addestramento alle tecniche più avanzate di rilevazione,
elaborazione e trattamento dei dati in riferimento alla ricerca empirica corrente
dei molti e diversi settori applicativi del sapere sociologico;
4. la riflessione
e la progettazione di nuovi strumenti di ricerca, la messa a punto di disegni
sperimentali volti al perfezionamento di quelli esistenti o alla messa in
chiaro di aspetti delicati relativamente all’utilizzazione di essi nelle
ricerche correnti;
5. la sperimentazione in ordine a nuovi settori di ricerca
e di analisi metodologica, come le metodologie valutative, le politiche sociali,
la ricerca-intervento;
6. la ricerca relativa a problemi sociali come le nuove
forme di povertà, il pregiudizio e l’intolleranza e il rischio
ambientale
Tale specifico orientamento teorico ed applicativo del Dottorato è rilevabile nella circostanza che il suo Collegio dei docenti comprende un professore ordinario di Metodologia delle scienze sociali (il Coordinatore) due professori ordinari e un professore associato di Metodologia e tecnica della ricerca sociale ed un professore associato di statistica. Per opportuna integrazione disciplinare il collegio comprende inoltre un professore ordinario di Sociologia generale, due professori associati di Storia del pensiero sociologico, un professore ordinario di sociologia dell’ambiente e del territorio, nonché ricercatori inquadrati nel settore della sociologia generale. Negli ultimi anni inoltre si è dedicata particolare attenzione nell’intensificare lo scambio con analoghi centri di studi europei e statunitensi. A questo proposito è opportuno sottolineare che le regole interne del dottorato prevedono che i titolari di borsa debbano compiere parte dei propri studi presso tali punti di ricerca, come è avvenuto sistematicamente – e con il contributo economico del dottorato stesso – in riferimento agli ultimi cicli: Castelli (London School of Economics), Farris (Londra, Goldsmith College), Sonzogni (Università Eötvös Loránd Tudomány-ELTE, Budapest), Bottoni (Irvine University, California), Rambotti (Tucson University, Arizona). Sono in preparazione i seguenti soggiorni di studio: Di Folco (Columbia University), Lubian (Istitute of Social Sciences, Università Humboldt, Berlino). Fra le attività tradizionalmente perseguite dal dottorato, inoltre, vi è l’organizzazione annuale di un Seminario-Convegno su argomenti di interesse metodologico, i cui materiali sono di norma pubblicati sulla rivista quadrimestrale Sociologia e Ricerca Sociale, la quale a sua volta si caratterizza - fra le riviste italiane di Sociologia - precisamente per una dichiarata vocazione metodologica (cfr., ad esempio, i fascicoli monografici Metascienza - Riflessioni sulla conoscenza scientifica, 1984; Problemi della concettualizzazione nelle scienze sociali, 1994; T.S. Kuhn: come mutano le idee sulla scienza, 1997; Paul Felix Lazarsfeld: un “classico” marginale, 1999; Realismo e valutazione, 2002; Una tecnica da ritrovare: i focus group, 2005 ); L’ordine delle cose. Percorsi possibili nelle elezioni politiche del 2006,(n. 81/2006), con contributi dei dottorandi: Persiani, Gallo, Rambotti, Tulelli, Di Folco, Fabbricatore, Regano, Truglia, Sonzogni, Farris, Di Giammaria; Stranieri nella metropoli, (n.83/2007), con contributi dei dottori e dottorandi: Farris, di Giammaria, Sonzogni, Dota. Da segnalare, a titolo di esempio, le seguenti iniziative: - il ciclo di lezioni svolto nel 2000 dal prof. Raymond Boudon dell’università di Paris Sorbonne, parte delle quali è confluito nel “Dibattito sull’individualismo metodologico”, in Sociologia e Ricerca sociale, n. 62; - La visita presso la Sapienza del prof. Robert K. Merton - uno dei massimi sociologici allora viventi - al quale, fra l’altro, per specifica iniziativa del dottorato, l’Università La sapienza ha conferito nell’aprile del 2001 la laurea honoris causa in Sociologia; - il ciclo di lezioni sulla logica del realismo scientifico e le sue relazioni con la ricerca valutativa svolto dal prof. Ray Pawson dell’università di Leeds, parte delle quali sono in seguito confluite nel volume monografico di Sociologia e Ricerca Sociale, n. 68/69; - il ciclo di lezioni curato dal prof. Alessandro Pizzorno (Università Europea di Firenze) sulle categorie della sociologia politica; - il ciclo di lezioni tenute dal prof. Otsen (Università di Stoccolma) su organizzazione dello spazio e del tempo nella metropoli (in collaborazione con Dottorati della Facoltà di Architettura “Valle Giulia”); - ciclo di lezioni, curato da diversi studiosi italiani (proff. Ricolfi, Caciagli, Cafagna,...) su questione settentrionale e prospettive del sistema politico italiano; - ciclo di lezioni su approcci metodologici nelle analisi dei sistemi di welfare.
Dal punto di vista didattico e formativo, la struttura del dottorato
si articola come segue:
1. iniziative specificamente mirate in riferimento
al curriculum di ciascun corsista, al fine di compensare eventuali debiti
formativi, individuati dal collegio dei docenti. Ogni corsista, per questo
aspetto del suo lavoro viene seguito individualmente da uno o più tutors;
2. cicli di lezioni su argomenti di indirizzo, cioè caratterizzanti
e di base, individuati dal collegio dei docenti, con il concorso dei corsisti,
che prevedono normalmente uno sviluppo biennale. Queste lezioni sono in genere
tenute dai docenti del collegio, ma spesso intervengono specialisti di altre
Università o centri di ricerca;
3. ulteriori iniziative didattiche
e formative "di contorno" individuate in progress sulla base di
esigenze via via riscontrate nel corso del lavoro;
4. iniziative di autoformazione
in cui i corsisti discutono con i membri del collegio e con i colleghi del
proprio lavoro, in particolare dei papers via via sviluppati;
5. dibattiti
su temi di “attualità metodologica”;
6. È da segnalare
la specifica rilevanza progettuale che il collegio dei docenti attribuisce
al concreto addestramento dei dottorandi di tutti i cicli alla ricerca empirica.
Per questa ragione i dottorandi sono sollecitati ad inserirsi nei progetti
di ricerca attivati presso il Dipartimento di Ricerca Sociale e Metodologia
Sociologica su temi socialmente rilevanti e sotto la guida di docenti del
dottorato. Nel corso dell’ultimo anno in particolare, tali progetti
di ricerca hanno riguardato: analisi dei comportamenti elettorali con particolare
riferimento alle elezioni politiche del 2006 (tutor prof. Lombardo); percezione
dello straniero e pregiudizio (tutors proff.sse Agnoli e Cipollini).
7. elaborazione
della dissertazione finale sotto la super visione di tutor ed il concorso
del collegio nel suo complesso.
E’ da ribadire infine il particolare impegno del dottorato a favorire - e possibilmente a richiedere - un’integrazione della preparazione dei borsisti attraverso la frequenza ad importanti centri internazionali di ricerca, come già sopra specificato. A decorrere dall’A.A. 2006/07 il dottorato concorre alle attività scientifiche, didattiche e formative della Scuola di dottorato Sociotrends - Analisi e previsione delle tendenze delle società contemporanee. In particolare il Dottorato ha contribuito all’organizzazione del seminario su “Aspetti e problemi della previsione nelle società complesse”, tenutosi a Roma il 16 gennaio 2008.
Il Corso ha lo scopo essenziale di consentire l'acquisizione di un'autonoma
capacità di ricerca, attrezzata dal punto di vista della logica formale,
dei fondamenti epistemologici, della 'consapevolezza' metodologica, delle
tecniche di rilevazione, elaborazione e analisi dei dati.
Il Corso prevede un unico curriculum formativo articolato nelle seguenti tematiche:
a) elementi di logica, di epistemologia e di sociologia della conoscenza scientifica;
b) matematica per le scienze sociali;
c) approcci e teorie nelle scienze sociali e politiche;
d) storia dei metodi e delle tecniche di ricerca sociale;
e) metodi e tecniche di analisi qualitativa e quantitativa;
f) statistica e informatica per la ricerca sociale
Il Corso ha la durata di tre anni accademici. Il primo anno si basa prevalentemente
su cicli di seminari specialistici. I successivi due anni di Corso saranno
prevalentemente dedicati allo svolgimento di programmi di ricerca, sotto la
guida di uno o più tutori.
Per l'ammissione al Corso è necessario superare un esame scritto e
un colloquio orale che verteranno sulle aree tematiche sopraindicate. Nell'ambito
del colloquio verrà accertata la conoscenza della lingua inglese.